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LEADERS: Renato Mazzoncini CEO A2A | Morning Finance
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LEADERS: Renato Mazzoncini CEO A2A | Morning Finance

Episode Snapshot

La conversazione, ambientata nella Life Tower di A2A in piazza Trento a Milano, ruota attorno al tema delle infrastrutture come vero motore economico del paese e al ruolo dell'energia nella...

Quick Summary

Key Points

  • L'IA non è immateriale: richiede infrastrutture fisiche (energia, reti, acqua, data center), che sono il vero pilastro di competitività, autonomia e sostenibilità di un paese.
  • Renato Mazzoncini (AD di A2A) racconta il proprio percorso professionale all'insegna del servizio pubblico e delle infrastrutture, dal settore ferroviario (RFI) ad A2A dal maggio 2020.
  • Nel 2024, in piena crisi energetica, l'Italia è diventata il quarto paese al mondo per export (circa 660 miliardi), segno che la competitività dipende da molti fattori, non solo dal prezzo dell'energia.
  • Le rinnovabili hanno costi simili in tutto il mondo, mentre i fossili costano meno solo a chi li ha nel sottosuolo: per l'Italia e l'Europa la decarbonizzazione è quindi una strategia obbligata.
  • L'obiettivo è riportare il prezzo dell'energia sotto i 100 euro/MWh, puntando a 60-70 euro a regime grazie alle rinnovabili.
  • Il phase-out del gas russo è ormai marginale; il vero problema è la volatilità legata al GNL e alle tensioni geopolitiche (Ormuz), che espone maggiormente i prezzi.
  • I contratti a lungo termine (PPA anche a 10-20 anni, in particolare sulle rinnovabili) sono lo strumento migliore per difendersi dalla volatilità; i contratti gas a lungo termine sono disponibili al massimo per tre anni.
  • L'Italia è messa meglio della Germania sugli stoccaggi grazie ai gasdotti da Libia, Algeria e Azerbaigian; il governo incentiva il riempimento anticipato degli stoccaggi.
  • Il mercato unico dell'energia richiede reti e stoccaggi: per il gas servirebbe un gruppo unico d'acquisto, per l'elettrone occorrono nuove infrastrutture (es. collegamenti Spagna-Francia-Italia).
  • Oggi l'80% dell'energia in Europa è ancora molecola (fossile) e solo il 20% elettrone; la decarbonizzazione passa dall'elettrificazione, che riduce i consumi totali (in Italia da 1.600 a circa 900 TWh).
  • L'Italia ha il costo di reti più basso d'Europa (9 euro/MWh contro i 41 della Germania), quindi c'è spazio per investimenti, ma i tempi di realizzazione sono lunghi.
  • La produzione rinnovabile è concentrata al Sud (sole, vento), mentre i consumi sono al Nord: servono più dorsali e collegamenti, oggi solo 5 GW tra Nord e Sud Italia contro il doppio verso l'estero.
  • La bolletta media italiana (57-58 euro/mese) è in linea con la media europea (56 euro), grazie a reti e tasse più basse che compensano il costo maggiore della materia prima.

Summary

La conversazione, ambientata nella Life Tower di A2A in piazza Trento a Milano, ruota attorno al tema delle infrastrutture come vero motore economico del paese e al ruolo dell'energia nella competitività italiana. Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, sottolinea come l'intelligenza artificiale, spesso percepita come immateriale, sia in realtà profondamente fisica: richiede energia, reti, acqua e data center, cioè infrastrutture che costituiscono il pilastro di competitività, autonomia e sostenibilità di una nazione. Il suo percorso professionale, dall'ingegneria elettrotecnica alla riprogettazione della rete di alimentazione dell'alta velocità, passando per RFI fino ad A2A dal maggio 2020, è coerente con questo filo conduttore: il servizio pubblico e le infrastrutture accompagnate da un'erogazione di servizi ben fatta.

Sul fronte energetico, Mazzoncini offre una lettura controcorrente: nel 2024, in pieno caro energia, l'Italia è diventata il quarto paese al mondo per export, superando Corea e Giappone e posizionandosi dietro solo a Stati Uniti, Cina e Germania. Questo dimostra che la competitività richiede molti ingredienti e che l'energia, pur importante, non è l'unico né forse il fattore decisivo. La vera differenza, spiega, è che le rinnovabili costano sostanzialmente lo stesso in tutto il mondo, mentre i combustibili fossili costano meno a chi li ha nel sottosuolo: per l'Italia e l'Europa, prive di carbone, petrolio e gas, la decarbonizzazione è quindi una strada obbligata. L'obiettivo è riportare il prezzo dell'energia sotto i 100 euro/MWh, tendendo a 60-70 euro a regime.

Sul gas, il phase-out russo è ormai marginale; il vero problema è la volatilità del GNL, più sicuro negli approvvigionamenti ma più esposto ai rischi geopolitici, come dimostra la situazione di Ormuz che ha spinto il TTF da 30 a 80 euro. La soluzione sono i contratti a lungo termine: PPA anche a 10-20 anni sulle rinnovabili, che non subiscono condizionamenti geopolitici, mentre i contratti gas a lungo termine sono disponibili al massimo per tre anni. L'Italia è messa meglio della Germania sugli stoccaggi grazie ai gasdotti da Libia, Algeria e Azerbaigian, e il governo incentiva il riempimento anticipato.

Infine, il mercato unico dell'energia: per il gas servirebbe un gruppo unico d'acquisto, per l'elettrone occorrono reti e stoccaggi. Oggi l'80% dell'energia europea è ancora molecola e solo il 20% elettrone; la decarbonizzazione passa dall'elettrificazione, che riduce i consumi totali (in Italia da 1.600 a circa 900 TWh). L'Italia ha il costo di reti più basso d'Europa (9 euro/MWh contro i 41 della Germania), quindi c'è spazio per investimenti, ma i tempi sono lunghi. La produzione rinnovabile è concentrata al Sud, mentre i consumi sono al Nord: servono più dorsali e collegamenti, oggi solo 5 GW tra Nord e Sud contro il doppio verso l'estero. Nonostante ciò, la bolletta media italiana resta in linea con la media europea.