
Stefano Buono, CEO di Newco, racconta il percorso della sua azienda, nata da un'idea del 1993 sviluppata al CERN con Carlo Rubbia. Dopo aver venduto la sua precedente azienda di medicina nucleare per...
Stefano Buono, CEO di Newco, racconta il percorso della sua azienda, nata da un'idea del 1993 sviluppata al CERN con Carlo Rubbia. Dopo aver venduto la sua precedente azienda di medicina nucleare per 4 miliardi di dollari, ha deciso di dedicarsi all'energia nucleare, nonostante il suo sogno di fare il giro del mondo in catamarano. Newco sviluppa reattori nucleari di nuova generazione e combustibile riciclato dalle scorie radioattive, un approccio innovativo che mira a risolvere il problema dei rifiuti nucleari.
La legge italiana recentemente approvata sul nucleare è vista da Buono come un passo positivo, perché è stata elaborata con il contributo di molti attori del settore e include principi come la neutralità tecnologica e la possibilità di un "fast track" per design già validati all'estero. Questo potrebbe accelerare lo sviluppo del nucleare in Italia, dove ci sono circa 5.000 aziende legate al settore.
Newco sta per quotarsi negli Stati Uniti tramite una SPAC, una scelta motivata dalla maggiore disponibilità di capitali per l'innovazione nel mercato americano. Durante la preparazione del merger, hanno incontrato circa 110 fondi, quasi tutti con asset gestiti tra miliardi e centinaia di miliardi, dimostrando un forte interesse per l'innovazione. Buono sottolinea che questa mossa non è un danno per l'Europa, ma un'opportunità: i fondi raccolti negli USA finanzieranno attività in Europa, e non esclude che gli italiani possano investire tramite il NASDAQ.
Buono affronta anche le critiche e gli attacchi subiti dall'azienda, sia per la narrativa negativa sul nucleare in Italia, sia per i bilanci in perdita tipici delle aziende in fase di sviluppo. Lui considera queste difficoltà come parte del percorso imprenditoriale e si dice focalizzato sul "delivery", cioè sui risultati concreti. La sua azienda opera in sette paesi, e può spostare progetti dove ci sono condizioni più favorevoli.
Sul dibattito tra nucleare e rinnovabili, Buono respinge la contrapposizione ideologica, definendola un retaggio del passato ("nucleare di destra, rinnovabili di sinistra"). Sostiene che le due fonti sono complementari e necessarie per soddisfare la crescente domanda energetica, anche quella dell'intelligenza artificiale. Il nucleare, secondo lui, è una tecnologia inevitabile per il futuro del pianeta, grazie alla sua alta densità energetica e alla disponibilità di materiali. Per quanto riguarda i costi, Buono è convinto che, con la modularità e la ripetizione dei reattori, il nucleare diventerà economicamente sostenibile. Infine, vede un'evoluzione positiva nella comprensione del nucleare, soprattutto tra i giovani, e non teme il fenomeno NIMBY, perché l'impatto ambientale dei nuovi reattori è molto più basso rispetto ad altre fonti.